Perchè cambiare una Apple TV di prima generazione? XBMC media player al TOP

19 novembre 2013 di Cristian Pedrotti

Sostengo da sempre che prima di cambiare hardware bisogna porsi tre domande: Quale è l’uso primario che faccio e/o vorrei fare del mio dispositivo? Davvero il dispositivo che possiedo non è più in grado di fare il suo compito, o basta qualche piccolo ritocco? Ammesso che il nuovo dispositivo abbia nuove funzionalità, sono indispensabili per me? La risposta a queste domande permette di sfruttare al meglio il budget a disposizione, senza rinunciare alle funzionalità davvero importanti per il proprio utilizzo quotidiano e dandoci la possibilità di piazzare il colpo grosso al momento giusto. Il gadget in discussione oggi è la Apple TV. La versione che avevo era ancora quella di prima generazione e grazie ad una modica spesa continua, per il mio uso, ad essere uno dei migliori e più sfruttati device del mio ecosistema domestico. Vediamo in che modo ho ottenuto tutto ciò.

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Nel dettaglio (rispondendo ai quesiti elencati sopra): l’utilizzo come browser dei miei album fotografici era sporadico, giusto in qualche occasione particolare, quindi nessuna particolare esigenza di avere costantemente in sync con la libreria iPhoto; discreto l’utilizzo come player audio, ma soprattutto come mediaplayer per Film e Serie TV. Il problema da risolvere era la difficoltà (ok impossibilità) nel riprodurre film in alta definizione. L’attrattiva per le varie features introdotte dai nuovi modelli di aTV era scarsa: Netflix non era disponibile in Italia (sembra stia per arrivare per il 2014),  e i canali tematici a disposizione erano pochi e tipicamente americani. Avrebbe fatto comodo invece un accesso user-friendly  a Youtube sulla TV.

Dopo una piccola ricerca la prima conclusione è stata che per rivitalizzare la mia Apple TV era necessario l’acquisto di una schedina per la decodifica hw dei contenuti in alta definizione: la Broadcom Crystal BCM70015, evoluzione della BCM70012 ormai fuori produzione che andrà installata al posto della scheda airport. Era quindi indispensabile avere a disposizione una cavo di rete per mantenere online la Apple TV anche dopo la rimozione della schedina wifi (guida d’installazione BCM70015) , aggiornarla e caricare contenuti, ma nel mio caso non era un problema dato che nella recente ristrutturazione avevo cablato tutto l’appartamento. Per sfruttare l’aggiornamento hw e utilizzare la mia libreria multimediale senza convertire tutto in mp4 (qualche anno/uomo temo…) era inoltre necessario intervenire lato sw e qui erano due le alternative possibili:

  1. Patchare il firmware originale (Firecore, atvusb-creator) per mantenere le funzionalità tipiche di Apple TV e poter lanciare quando necessario XBMC come app aggiuntiva che sfruttasse il nuovo decoder video.
  2. Sostituire il firmware originale con una distribuzione linux customizzata per lanciare XBMC all’avvio

Inizialmente ho testato la prima soluzione. Firecore è una versione ottimizzata di quanto è possibile configurare a mano con atvusb-creator più l’aggiunta di alcune estensioni e plugin per cui le considerazioni che seguono valgono per entrambi gli approcci.

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In teoria è possibile mappare direttamente risorse di rete e/o collegare un disco esterno e riprodurne il contenuto anche senza l’utilizzo di XBMC, ma tutte le estensioni e plugin, oltre ad introdurre vari punti di configurazione, ho sperimentato che soffrono di vari bug e problemi, tali  da rendere difficile la realizzazione di una configurazione omogenea, lineare e soprattutto funzionale della Apple TV come vero mediacenter user friendly di semplice utilizzo (per intenderci, a prova di mogli fidanzate e mamme). La soluzione finale è di lanciare XBMC e configurare su XBMC le varie condivisione di rete, i servizi di scraper, le play list.

PRO: mantenimento dell’ottima interfaccia Apple TV e delle comode funzionalità di sync con iTunes e iPhoto, con contenuto registrabile su disco interno. Ottima l’integrazione con smartphone con Remote HD (link)

CONTRO: performance non eccelse, necessità di lanciare XBMC come applicazione quando necessario. Necessità di installare e aggionare i driver Crystal.

Partendo soprattutto dalla sperimentazione di un basso frame-rate nel caso di film Full-HD ad alta qualità, ho testato allora la sostituzione del firmware con una versione linux ottimizzata per XBMC. Mi sono orientato sulla ottima Crystalbuntu, creata e mantenuta da Sam Nazarko, famoso per il gran lavoro di sviluppo sul Raspberry PI, basata su Ubuntu Linux.  E’ possibile lanciare il sistema da chiavetta USB esterna, o sostituire il firmware su disco e il sito è completo di una guida completa per installare e configurare al meglio il sistema. In ogni caso tutto è veloce e responsivo, i driver sono già presenti e caricati, e tutto è configurato per tenersi aggiornato automaticamente. Come sempre XBMC è in grado di montare risorse locali, dischi esterni o share di rete con i più diffusi protocolli, riprodurre ogni tipo di contenuto multimediale e catalogarlo scaricando trailer, locandine, fan-art e informazioni da Internet. Disponibili moltissimi plugin per interfacciarsi ai più noti servizi per video e musica, previsioni del tempo, social network, meteo e tanti altri. Installando su smartphone o tablet una delle molte applicazioni (ufficiali o ufficiose) di controllo è molto agevole e comodo pilotare e configurare XBMC, soprattutto nei casi in cui è necessario l’inserimento del testo (molto più comodo utilizzare la tastiera messa a disposizione dall’app che inserire a mano con il point and click della tastiera virtuale su TV). Mancano plugin soddisfacenti per la sincronizzazione con iPhoto, mentre è ottimo il supporto ad Airplay per lo streaming audio da iPhone o iPad. La grande disponibilità di software scaricabile dai repository Ubuntu permette se necessario di introdurre funzionalità importanti ed utili, ad esempio io ho scaricato e configurato Transmission per utilizzare la Apple TV anche come client torrent, rendendo immediatamente disponibile ad XBMC i nuovi contenuti scaricati, per la catalogazione e riproduzione.

PRO: frame-rate più elevato, maggiore versatilità del sistema linux-based, accesso diretto ad XBMC in fase di boot, aggiornamenti automatici, Airplay, disponibilità di software aggiuntivo

CONTRO: perdita delle funzionalità tipiche di Apple TV (sync con iTunes e iPhoto)

Personalmente, riuscendo a riprodurre ottimamente la mia libreria musicale via iTunes (da iPhone, iPad o mac) , grazie al supporto Airplay e a gustare con fluidità tutti i miei video grazie all’ottima BCM70015 (compresi mkv Dull HD da più di 10GB), sono restato fermo a questa seconda opzione, sacrificando quindi la possibilità di avere sempre sincronizzati e disponibili gli album fotografici digitali. Nella realtà il comparto Airplay di XBMC supporta anche lo streaming di foto e filmati, ma la qualità e la velocità non sono soddisfacenti, soprattutto nel caso di immagini e video in alta definizione.

Immagini: XBMC, Crystalbuntu

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