Apple: come un treno verso il futuro ma… con una locomotiva a carbone! (almeno questo dice Greenpeace)

sabato, 23 aprile 2011 di Andrea Delvecchio in Approfondimenti, News

La notizia è di quelle che ci sorprendono un po’ e la prima immagine che ci viene in mente è Steve Jobs che in ogni keynote degli ultimi anni ha sempre dedicato parte del tempo a spiegare come in Apple fossero stati attenti, nella produzione di ogni singolo prodotto, al rispetto dell’ambiente; per questo giunge quasi come una doccia fredda il report di Greenpeace intitolato “How dirth is your data? A Look at the Energy Choices That Power Cloud Computing” in cui la nota organizzazione ambientalista di fatto bolla la casa di Cupertino come la “meno verde” tra le società tecnologiche.

Prima di cominciare permetteteci di sottolineare come per la copertina dello studio sia stato scelto proprio un iPad; ora, se da un lato è comprensibile essendo Apple una protagonista (seppur negativa) del report, non crediamo di essere maliziosi (o quantomeno non crediamo di sbagliare) se pensiamo che ci possa essere anche l’intento di sfruttare la popolarità e la visibilità indotta dall’iDevice. Non Credete?

Tornando a noi, la notizia ha fatto un po’ il giro del mondo (segno che non siamo stati i soli a stupirci) ed è stata riportata su moltissimi siti italiani ed esteri (Washington Post, Forbes, PCWorld, The Register, per citarne alcuni) e riguarda le emissioni ambientali nocive riconducibili ai data ceters; con sorpresa abbiamo scoperto che i data centers di Apple sono dipendenti da energia elettrica prodotta con il carbone per il 54,5% (ma come? Possibile che nel mondo si utilizzi ancora tutto questo carbone?) ed utilizzano solo il 6,7% di energia “pulita” (quella ottenuta da fonti rinnovabili) ricorrendo quindi anche ad energia prodotta con il nucleare o con il petrolio e posizionandosi di conseguenza come fanalino di coda in una classifica che vede come virtuosi Yahoo e Google.

Queste le parole con cui Gary Cook -IT Policy Analyst di Greenpeace- ha commentato lo studio: Crediamo che gli utenti della rete vogliano di sapere che, quando fanno un upload o aggiornano il loro stato su FaceBook, non stanno contribuendo al riscaldamento globale o a future tragedie come quella di Fukushima.

Sempre nello studio di Greenpeace i colossi della tecnologia, come si vede dalla tabella, sono stati sono stati messi sotto la lente anche per quanto riguarda la trasparenza delle politiche aziendali in campo ambientale ed energetico, le politiche di riduzione delle emissioni inquinanti e quelle di scelta dei siti dove collocare i data centers. Magra consolazione: in questo caso la bocciatura riguarda praticamente tutti (i voti sono dati secondo il sistema americano dove A è il voto migliore e, via via scendendo, F il peggiore)

A questo punto è doveroso fare due precisazioni; la prima è che i dati relativi al consumo energetico non sono stati forniti direttamente dalle aziende ma estrapolati da Greenpeace; la seconda è che al momento manca ancora un commento ufficiale da parte di Apple.

Al di la di tutto, il report di Greenpeace è decisamente interessante e sicuramente molto più ricco e complesso di quanto, per ovvie ragioni, abbiamo potuto riportare qui. Se siete interessati all’argomento vi consigliamo di scaricare il PDF completo del report;  potete farlo direttamente da qui oppure passando dal sito di Greenpeace).
Come sempre aspettiamo di conoscere la vostra opinione riguardo questo problema che sta sempre più a cuore a tutti.

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  • Achille
    • Andrea Delvecchio

      Non credo di capire … :-)

  • BontAce

    logico che si usino tonnellate di carbone la china è il maggior consumatore di carbone della terra insieme agli usa,chiaro che se apple acquista i chip dalle fabbriche che viaggiano a carbone,è subito fatto essere nella lista dei peggiori…
    Tutto quello che arriva dall’asia è super mega inquinato,oramai li greenpeace non sanno neanche cosa sia…

  • C.F.

    China, Macitynet, ma che cavolo di divagazioni sono, riuscite per 4 secondi a non essere off topic?

    • Andrea Delvecchio

      :-)
      He he he
      Se per la Cina si può anche capire (ma invito tutti a guardarsi il lavoro di Greanpeace per vedere il consumo di corrente in USA), quella di Macitynet ha spiazzato anche me. :-)

  • journeyman

    Per FaceBook c’è stata una petizione per tentare di convincerli a rivolgersi a più fonti rinnovabili. Magari si può fare un cosa del genere anche per Apple, che solitamente è piuttosto attenta al giudizio del pubblico. Inoltre noto con dispiacere che a Greepeace sono stati piuttosto superficiali a paragonare delle aziende che hanno nei data center il 100% dei loro consumi (come Google e Yahoo!) e Apple, per cui sono una cosa marginale, essendo fondamentalmente una produttrice di hardware! E i discorsi ecologici che spesso fa Steve nei keynote riguardano proprio il fatto che i Mac consumano meno dei PC e sono più riciclabili. Per questo sono più “verdi”, e non è una cosa da sottovalutare! Per fare un esempio il mio iMac 20″ consuma 240 Watt, mentre un PC fisso medio ormai non scende sotto i 600! Questo non vuol dire che Apple non debba migliorare le sue scelte energetiche anche per quanto riguarda il cloud computing, anzi, sarei ben contento che il nuovissimo mega data center fosse alimentato da una centrale solare! È pienamente fattibile visto la zona dove si trova e sarebbe una scelta veramente “green” da parte di Apple, che al momento è una delle poche aziende a disporre del capitale necessario per un simile investimento.