Foxconn nel centro del mirino…

giovedì, 09 febbraio 2012 di Fabrizio Degni in Curiosità, News, Riflessioni

Un attacco del gruppo Swagg Security trafuga dati interni dell’azienda, mentre nella vita reale si prevede una manifestazione di protesta contro le condizioni di lavoro in Cina.

 

L’immagine di apertura è forte… non possiamo ignorare quanto ci sia oltre il mero prodotto finito, l’iPad o l’iPhone tanto amati che pure ci vengono proposti ad un prezzo non popolare sono il frutto, il merito, dei lavoratori della Foxconn, il piu’ grande produttore al mondo di componenti di elettronica, con sedi a Tucheng, New Taipei, Taiwan ed oltre 400.000 dipendenti all’attivo.

Le manifestazioni di rivolta verso la multinazione non si contano e per questo spesso non leggiamo che qualche stralcio di agenzia, un trafiletto giusto per riempire lo spazio di una  colonna per quello che invece è un vero e proprio dramma. Torniamo sull’argomento, doverosamente, poiché si sono verificati due eventi a cui è opportuno dare il giusto seguito.

Il gruppo di hacker Swagg Security ha segnalato sul suo account Twitter di aver portato a termine, con successo, un attacco contro il server dei servizi di Foxconn…

… raccogliendo una notevole mole di dati sensibili come un dump degli indirizzi email con login/password presenti sul server di posta ed ulteriori dati per accedere a servizi satellite sia su Internet sia in rete locale.

Il server è ora down per lavori di manutenzione ma ciò che stupisce è la semplicità con cui sono riusciti ad irrompere ogni barriera, tanto da raccogliere, anche, l’email personale del CEO della compagnia:

Cambiando argomento, ma restando sempre su terreni spinosi per Foxconn, ed Apple, è ufficialmente confermata la protesta “non pacifica” che si terrà nella giornata odierna presso il Grand Central Store newyorkese, con l’obiettivo, da parte dei 35,000 partecipanti previsti, di portare nuovamente alla luce le penose condizioni lavorative degli operai Foxconn.

La  manifestazione inizierà alle 10.00 di mattina (le nostre 16:00) e stando a quanto pubblicato sul Web ha tutte le sembianze di una vera e propria dichiarazione di guerra contro Apple. Tutti hanno il diritto di manifestare il proprio disappunto ma andrebbe fatto, anche nei riguardi di coloro che non vogliono sentire, sempre nel pieno rispetto della legge altrimenti, come lecito intuire, dalla ragione si passerebbe immediatamente al torto.

Confidando di tornare sulla news non per aggiornare un bollettino di guerra ma per segnalare qualche apertura anche da parte della stessa Apple, restiamo sintonizzati in attesa dell’evento.

 

[ Fonte: 9to5Mac]

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  • RUDY

    Ho smesso di comprare Nike per combattere lo sfruttamento dei bambini … dovrò smettere di comprare APPLE ???

    • http://www.facebook.com/sev7en Fabrizio Degni

      Ciao RUDY, per quanto assurda potrebbe essere una soluzione. Boicottare ma a livello mondiale… Apple se rinunciasse a parte del suo ampio margine per fornire condizioni di lavoro piu’ dignitose alle compagnie a cui, in definitiva, deve tutto (niente Foxconn niente Apple…), non penso che farebbe fatturati ad una cifra anziché due, anzi forse come nel caso di Greenpeace ne potrebbe solo guadagnare nuovi affezionati. 

      • Eric

        Ma le decisioni aziendali in Foxconn non le impone né apple né altri. Quindi mi sembra una misura non incisiva quella che proponi tu, soprattutto per la mancanza di un quadro legale cinese di tutela dei lavoratori.

        • Anonimo

          Infatti, io mi chiedo cosa possa fare Apple per i lavoratori Foxconn. Non sono di certo loro dipendenti, non possono decidere niente per loro a parte fare pressione all’azienda.

    • FabriG

      Non è così che si combatte un male sociale, il boicottaggio del singolo o di pochi non risolve nulla. È necessario che ci siano delle regole a tutela di quei lavoratori e che chi di competenza le faccia rispettare! È assolutamente inutile che io e te non compriamo più un prodotto Apple quando in cina, all’uscita dell’iPhone 4s, ci stava per scappare il morto data l’enorme folla ammassata negli apple store!

      • RUDY

         ”È necessario che ci siano delle regole a tutela di quei lavoratori e che chi di competenza le faccia rispettare!”

        Purtroppo la Cina non ci sente da questo punto di vista , e Apple sicuramente non rinuncerà ai suoi guadagni. La soluzione di non comperare più determinati prodotti, purtroppo servirebbe solo a sistemare la coscienza del singolo. Io sinceramente mi sono sentito meglio quando ho preso tale decisione nei confronti dello sfruttamento dei bambini, anche se poi Nike ha dichiarato che avrebbe preso provvedimenti. …

        • NarcosRap

          purtroppo questa di boicottare non è una soluzione utile,nel senso che quante paie di scarpe vende la Nike?ahimè sono i numeri che contano per le multinazionali e non il singolo acquirente che decide di non comprare più…sicuramente tu ti senti meglio ma non blocchi il loro mercato,se invece lo facessimo tutti allora sì che avrebbe un senso e una reale perdita per la Nike..finchè le multinazionali hanno un guadagno alto non si pongono un reale problema anzi (e dico purtroppo) se ne sbattono..

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