Inaugurazioni Apple Store: isteria generalizzata controllata?

sabato, 01 ottobre 2011 di Stefano Scavitto in Approfondimenti, Curiosità, Eventi

Fino a qualche anno fa, la presenza di Apple in Italia era limitata a pochi negozi specializzati. Privati che oltre ad occuparsi di vendere i prodotti della casa di Cupertino, offrivano assistenza hardware e software. Rappresentavano l’unico punto di riferimento per chi volesse avvicinarsi alla società del “Think Different”. Quando apparve il primo Apple Store a Roma nel marzo del 2007, Apple decise di coinvolgere la stampa invitando troupe  di giornalisti il giorno prima dell’inaugurazione e presentando gli obiettivi di quello che in fondo rappresentava il primo passo di una grande invasione. A quell’evento era presente l’immancabile Tiziana Scanu che accolse i giornalisti e Steve Cano, direttore internazionale dei negozi Apple. Oltre ai classici media furono contattate Rai e Fininvest affinché anche attraverso la televisione, il maggior numero di persone potesse venire a conoscenza di questo speciale evento. L’inaugurazione mantenne così lo stile di una grande festa generale. I clienti Apple vicini e lontani da Roma parteciparono con grande entusiasmo e molti di loro accorsero, formando una fila lunghissima già dal giorno precedente l’apertura al pubblico. Quattro anni dopo gli Apple store italiani sono aumentati, Apple si ha dato inizio ad una diffusione capillare in tutta Italia, presentandosi in diversi centri commerciali. Vi sono Apple Store a Milano, Bergamo, Torino, Firenze, Bologna, Caserta e Catania. Ma ad ogni inaugurazione lo scenario non è cambiato: code di affezionati in fila dal giorno prima, grande festa ed euforia da parte dei dipendenti Apple, folle di curiosi, countdown per l’apertura, presenza di giornalisti e blogger a pubblicare in tempo reale foto e video sul web. Ogni inaugurazione appare di conseguenza come un evento spettacolare (nel vero senso della parola: dà spettacolo). Tutto questo darsi da fare spinge ha spinto a riflettere chi con la Mela Morsicata non ha molta confidenza, chi resta ai margini di questo entusiasmo e si chiede “cosa spinge” tutta questa gente ad esaltarsi per un nuovo negozio in un centro commerciale, che tralaltro è uguale ad un altro e vende gli stessi articoli reperibili altrove. Riflessioni motivate che anche la redazione di SlideToMac, seppur con il dovuto interesse, ha portato. Con questo articolo però, vogliamo prendere spunto da una interessante nota, pubblicata da il Corriere.it nei giorni scorsi.

L’articolo di Aldo Grasso è sicuramente interessante e dona moltissimi spunti di riflessione a chi si interessa del mondo Apple in ogni sua parte. Nel leggere i commenti allegati all’articolo abbiamo anche assistito al classico incontro scontro di diverse categorie di utenti che forse non hanno colto il senso profondo di questo articolo, imbarcamenandosi in discussioni sterili legate ad Apple, ai suoi prodotti e alla sua infallibilità. Leggendo l’articolo invece, abbiamo potuto notare come il titolo, volutamente forte nel confronto con Aiazzone e nell’utilizzo di parole come “isteria”, sia soltanto uno spunto per indurre il lettore ad una interessante riflessione. La redazione di SlideToMac infatti vi invita a leggerlo quanto prima e poi riportare i vostri commenti qui sul nostro sito. Crediamo infatti che spesso i lettori di quotidiani legati al mondo Apple, rischiano di chiudersi inconsapevolmente all’interno di una campana di vetro quando decidono di leggere soltanto quanto viene scritto da giornalisti che hanno soltanto spirito “di parte”. Un tale atteggiamento porta ad una perdita di sensibilità su quanto realmente si sta giudicando. Siamo pienamente consapevoli infatti, che spesso i sono lo specchio di quanto l’utenza vuole leggere e lo si può facilmente dedurre leggendo gli ormai numerosi commenti che seguono tutti gli articoli di una qualsiasi testata giornalistica. Con l’avvento di questa nuova forma di comunicazione i lettori hanno avuto la possibilità di interagire con “il giornale”. Si può commentare quasi in tempo reale un articolo. Contraddire o assecondare quanto viene detto dall’autore, mentre fino a qualche anno fa, quanto scritto su un giornale cartaceo “godeva” di un’indiretta autorità. Se qualcosa era raccontato sul giornale era sicuramente attendibile, valido, credibile. La condivisione dei commenti e delle proprie opinioni era condivisa con gli amici del bar, dal barbiere o nei coffè break degli uffici. Oggi invece, grazie alla pubblicazione di news on line, gli utenti sono abituati a scambiarsi di opinioni, aprire discussioni e dibatti su quanto ogni articolo propone. Oggi i lettori sono passati dall’essere semplici “fruitori” del servizio di informazione, all’essere parte del servizio stesso. Nel contesto degli articoli legati al mondo Apple, vi sono diverse e contrastanti opinioni e interessi, di conseguenza vi è un proliferare di blog e siti riguardanti Apple nei diversi aspetti di quanto propone. Basti pensare alla miriade di  fedelissimi e tenacissimi fan, sempre informati sulle ultime novità introdotte da Apple e pronti a condividere come e perché un sistema Mac è migliore di un sistema Pc. Parallelamente vi sono numerosi siti che presentano nel dettaglio tutti gli aspetti tecnologici dei computer e dei dispositivi Apple. Vi sono coloro che usano un prodotto Apple semplicemente perché è bello. Di conseguenza in rete è possibile trovare blog interamente dedicati al mondo degli accessori fashion per ogni dispositivo con la mela morsicata. Vi sono anche coloro che non hanno interesse al cambiamento delle loro abitudini informatiche ma hanno interesse a tenersi informati su quello che Apple propone. Questa categoria di persone leggerà sicuramente qualcuno dei diversi blog o in cui si trovano moltissimi confronti tra un prodotto Apple ed un prodotto della concorrenza. Vi sono i contrari che forse si divertono soltanto nel trovare i difetti di qualsiasi novità o vanto degli Apple fan. Si tratta perciò di un vero e proprio fenomeno di costume: prodotti tecnologici che “dettano” o influenzano lo stile di vita di molti, in diversi aspetti. Queste categorie potrebbero allungarsi molto ma si vuole soltanto rendere l’idea dello specchio di utenza di quanto oggi si può trovare nel web attraverso i nuovi mezzi di informazione. La posizione dei blog Spinblog è quella di informare tutti i suoi lettori mantenendo l’equilibrio e la serietà nel trasmettere qualsiasi informazione. Il nostro desiderio è informare gli utenti Apple su quanto ruota intorno al mondo Apple, in modo preciso e con la serietà che ci ha sempre contraddistinto. Questo ci da la sicurezza di avere allo stesso modo lettori che affrontano qualsiasi argomento con lo stesso spirito e lo stesso entusiasmo.

Tornando perciò all’articolo del Corriere.it, vorremmo porre l’attenzione su alcuni particolari che hanno catturato la nostra attenzione. Innanzitutto il punto di vista dato da Aldo, l’autore dell’articolo. Per un lettore di SlideToMac di altri blog specializzati, l’inaugurazione di un Apple Store è sempre una festa. Tutto l’evento viene vissuto come un evento tanto atteso. Se ne inizia a parlare mesi prima quando le prime indiscrezioni iniziano a circolare in rete. Di solito la curiosità di sapere quando e dove sarà aperto il nuovo Apple Store italiano, coinvolge un po’ tutti gli utenti della regione colpita dai Rumors. Identificato il luogo, si aspetta con ansia di conoscere la data di inaugurazione e tutto viene vissuto con interesse dagli utenti Apple della zona. Ma perché questo interesse?
Avere un Apple Store vicino casa dona una serie di vantaggi all’utente Apple, che forse altri negozi di altri brand altrettanto famosi, non regalano. Basti pensare ad una puntuale assistenza del cliente nel momento stesso in cui mette piede all’interno del negozio. Vi sono dipendenti specializzati nell’approccio che si preoccuperanno di sapere bene quali sono gli interessi della persona entrata. E’ importante sapere se si tratti di un cliente o di un potenziale cliente o di un semplice curioso. Se si tratta di un potenziale cliente, sarà necessario individuare cosa può interessargli e per tanto prepararlo per una presentazione adeguata. Se si tratta di un cliente, potrebbe essere perché vuole assistenza, ha bisogno di capire meglio come fare qualcosa oppure ha un problema di natura tecnica. Un Apple Store si preoccuperà perciò di dare nel più breve tempo possibile risposta a queste necessità risolvendo dubbi, perplessità e problemi nel miglior modo possibile. Ad esempio Apple garantisce che nel peggiore dei casi, se il proprio prodotto è in garanzia ma presenta un difetto di qualsiasi genere (non dovuto a maltrattamenti), il cliente ha diritto ad un prodotto uguale nuovo. Nel caso si tratti di curiosi, Apple lascia ampio margine di manovra a chiunque e in rete non sono mancati video di adolescenti ballerini all’Apple store o comici che si son presentati con animali non propriamente domestici.
In tutto questo vi è la massima cordialità e disponibilità di tutto il personale a disposizione, al punto che gli Apple store per i loro clienti organizzano ogni giorno decine e decine di sessioni di training su come gestire le foto, come gestire i video, come editarli, come organizzare il mac, la rete, ed altro ancora. Se si è un utente Apple, avere un Apple Store vicino casa è un grande vantaggio e ci si sente parte di una grande comunità. E se la lamentela più diffusa su un prodotto Apple è il costo dei loro prodotti, Apple è stata capace di infrangere il distacco tra cliente e venditore, realizzando un rapporto fatto di cordialità, di interesse verso l’utente prima che verso i suoi soldi. In questo modo, comprando un prodotto Apple anche spendendo qualcosa in più, ci si sente più sicuri di essere seguiti in ogni aspetto delle sue funzionalità e di eventuali problemi che potrebbero verificarsi.

Tutto questo perciò crea sicuramente una grande aspettativa da parte di tutti gli utenti Apple in generale. Il passaparola tra loro fa il suo effetto e così ecco perché si arriva a tanta euforia per l’apertura di un nuovo “negozio”. Ma il punto di vista di una persona che non sa di tutto questo chiaramente rimane distaccato e in parte sospettoso. Aldo descrive questa inaugurazione come quella di un adunata per una squadra di calcio, il ritrovo di fanatici new age ed infine ricorrendo al passato ricorda l’entusiasmo trasmesso da piccoli imprenditori locali di un tempo come “Aiazzone”. Come dargli torto? Navigando tra le pagine del sito web Apple, tutto è molto ordinato ed elegante. Ogni prodotto è il frutto di profondi studi di design al fine di renderli eleganti, belli a vedersi oltre che facili da usarsi. Lo stile di un prodotto come l’iMac veniva confrontato dalla Apple stessa qualche anno fa, paragonandolo ad un qualsiasi pc. Un iMac si presentava come uno schermo collegato unicamente ad una presa di corrente, una tastiera ed un mouse. Un pc si presentava come uno schermo, una scatola con un guazzabuglio di cavi collegati, una tastiera ed un mouse. Uno stile essenziale ed elegante che poco si sposa con il caos che si presenta in una inaugurazione di un Apple Store. Aldo si presenta come un vecchio cultore della filosofia Apple, parla di emozioni del cuore legati ad una società che si mostrava come differente da quanto veniva presentato allora. Questa prima riflessione presenta un contrasto significativo che forse in pochi coglieranno.

Ad una fredda analisi risulta effettivamente un po’ ingiustificata la folla nel caso di un’inaugurazione. Probabilmente, venire a conoscenza che Apple inizierà a vendere il nuovo modello di iPhone o iPad in un determinato giorno, può portare molti a desiderare di essere i primi a comprarlo, per paura che poi finisca (viste le limitate scorte iniziali). Ma un inaugurazione giustifica una tale folla? A questo quesito però ci prendiamo la libertà di rispondere simpaticamente. Forse è vero, l’inaugurazione di per sé non giustifica una folla che impedisca di entrare liberamente nell’Apple store, ma dimentichiamo le magliettine in dono al primo migliaio di persone Apple? Forse la folla si raduna per ottenere le fantastiche magliette! Scherzi a parte è davvero difficile comprendere come Apple possa radunare una simile folla di persone, ma sicuramente è la migliore tattica pubblicitaria messa in piedi al momento di un’apertura. Per esperienza fatta infatti, possiamo confermare che qualche ora successiva l’apertura, la fila di persone era decisamente diminuita e le molte delle persone che si trovavano al centro commerciale per le loro normali compere, decidevano al momento di entrare per pura curiosità. Condividiamo anche il fatto che Apple oggi rappresenta un brand talmente conosciuto che non necessità di veri testimonial. Ma a questa affermazione ci sentiamo di aggiungere un piccolo particolare. Oggi sono sempre di più i film e i telefilm hollywoodiani che presentano dispositivi Apple  quando si tratta di usare computers, telefoni e simili. Se da una parte si può pensare si tratti di pura e semplice pubblicità, bisogna anche notare che per gli attori coinvolti si tratta comunque di un modo indiretto di essere testimonial Apple. Oltre al fatto che non sono mai mancate foto di personaggi conosciuti ed importanti come cantanti, musicisti e perfino l’attuale presidente degli stati uniti che usano computers Apple.

Dal punto di vista tecnologico, ieri Apple si presentava come una società innovatrice. Utilizzare un loro prodotto ti rendeva automaticamente parte di questa comunità di eletti, privilegiati. Oggi in qualche modo è ancora così. Utilizzando un iPad o un iPhone si sta utilizzando prodotti che quando sono stati introdotti nel mercato hanno creato una scia di cloni e simili non indifferente. L’iPad è il dispositivo che ha creato la nuova categoria di tablet, fino al giorno prima inesistente. Per molti è ancora così. L’articolo del corriere invece sostiene che non è più così. Tutta questa immagine di “privilegio” in Italia non c’è. Mentre in America un Apple Store si può permettere un negozio interamente in vetro come a New York, i nostri Apple Store sono rinchiusi in centri commerciali. Si tratta sicuramente di una interessante osservazione. Ma che forse rivela anche stavolta un profondo controllo di Apple su certe sua scelte. Se a Milano il negozio Apple si fosse trovato in Duomo avrebbe riscosso nel tempo il risultato che sta ottenendo grazie alla diffusione nei centri commerciali? Perché Apple Italia avrebbe scelto di posizionare i propri store in centri commerciali periferici anziché in una zona centra? Solo per una questione di Budget?

Ma è l’ultima nota che risulta un po’ stonata e forse decontestualizzata. La filosofia Apple è sicuramente stata dettata dalla figura ispiratrice di Steve Jobs. Non si può nascondere che la sua idea di rendere il computer un elettrodomestico semplice da usare è stata sicuramente la forza di questa azienda e continua ad essere la linfa vitale di ogni progetto che viene intrapreso. Sicuramente le sue idee, la sua forza e determinazione hanno ispirato tutta l’azienda ed hanno spinto la gente a dare fiducia ai suoi prodotti. Il suo discorso davvero toccante presso l’università di Stanford, rimane uno dei messaggi più forti che il CEO abbia trasmesso ai giovani. Ma si tratta di Steve Jobs. Si tratta di situazioni e contesti diversi dall’apertura di un Apple Store. Seppur non si può negare un evidente contrasto di stile, non si può nemmeno nascondere che si tratti di due facce della stessa medaglia. Steve Jobs organizzava feste aziendali presso Apple per creare un team ben coordinato e funzionale. Lo stesso Steve Jobs creava squadre aziendali che si mettevano in concorrenza tra loro per la realizzazione dei loro prodotti. Lo stesso “isterismo” era presente e voluto nei vari keynote a cui si presentava. E più volte è sembrato quasi ingiustificato come ad esempio alla presentazione dell’ultima versione di Final Cut Pro X, dove la gente si esaltava per ogni nuova feature del software, mentre poi, una volta presentato al pubblico il prodotto è risultato deludente.

L’articolo di Aldo perciò non fa altro che sottolineare e presentare al lettore che il mondo Apple presenta due volti che incomprensibilmente hanno sempre convissuto tra loro. Eleganza e semplicità da una parte, divertimento ed esaltazione (quasi all’esagerazione) dall’altra. Come possano convivere queste due realtà tanto diverse tra loro è difficile da capire, ma sicuramente rendono l’atmosfera che circonda il mondo Apple sempre più “intrigante” ed affascinante. Si tratta del fascino che circonda ogni mistero e come per ogni mistero, la casa di Cupertino acquisisce la propria forza nella capacità di non racchiudere le proprie scelte in schemi o scelte di facile comprensione. Sarà per questo che riesce a creare una comunità fatta di persone tanto diverse tra loro?

Ai nostri lettori la parola!

 

Per restare sempre aggiornato sul tema di questo articolo, puoi seguirci su Twitter, aggiungerci su Facebook o Google+ e leggere i nostri articoli via RSS.

L'utilizzo del contenuto di questo articolo è soggetto alle condizioni della Licenza Creative Commons. Sono consentite la distribuzione, la riproduzione e la realizzazione di opere derivate per fini non commerciali, purché venga citata la fonte.
  • Burchio84

    riguardo final cut…beh bisogna vedere chi c’era alla presentazione…a chi non riusciva montare video con al versione precedente era entusiasta…chi invece non ha voglia di imparare molte cose da capo…è contrario(come se fosse obbligo usare l’ultima versione).

    riguardo i centri commerciali…l’unico motivo non è il budget(visto che a bologna l’hanno aperto e ristrutturato l’intero palazzo) ma questione di schifosissima burocrazia italiana e del fatto che aprire in centro vuol dire(sbagliando se si parla di realtà come roma e milano) che ci andranno 4 gatti…

  • http://albertoblog.tumblr.com Albertoblog

    “…passare da un progetto di vita alle urla belluine dei commessi che gridano «Tutti all’Apple Stooore», il passo è lungo. Non facile da elaborare.”
    Non mi stupisce che Grasso non riesca a distinguere un attimo di euforia (l’inaugurazione) dal resto della vita del negozio (professionalità assoluta ,dall’esposizione dei prodotti fino ai Genius, che nessun altro è in grado di proporre).
    Ma cosa aspettarsi da un “critico” di professione che pensava di essere furbo deridendo la rubrica dei libri del TG1 di nome “Billy” scrivendo: “ma cos’è Billy? il cugino o il cane del direttore del Tg1?”.
    No caro Aldo è solo la libreria più venduta del mondo…hai presente? Rubrica di libri..libreria..

  • Pingback: Folla, cori e isteria alle inaugurazioni degli Apple Store: esagerazione? - iPhone Italia – Il blog italiano sull'Apple iPhone 4, iPhone 3GS e 3G

  • Pingback: Folla, cori e isteria alle inaugurazioni degli Apple Store: esagerazione? - Kimblo

  • Paolo Calcagni

    Bellissimo articolo! :D
    Anche se un po’ lungo… xD

  • Pingback: Folla, cori e isteria alle inaugurazioni degli Apple Store, il Corriere.it paragona Apple ad Aiazzone | Svoogle News

  • Taranera

    Articolo bellissimo e chiarissimo.

  • Pingback: - Vivi Capena

  • E Brioni

    divertimento ed esaltazione (quasi all’esagerazione)

    No, il termine esatto è fanatismo, abilmente esaltato dalle strategie di vendita della multinazionale di Cupertino. Quando ho acquistato l’iphone e l’imac, non mi sono mai sognato di lasciarmi andare a ballare la samba o a fare cori da stadio. E me ne guarderei bene, dopo la cifra spesa per portare a casa i due dispositivi. Ma si sa, la madre dei cretini è sempre incinta…
    E non mi si venga a parlare di qualità Apple, perché nel contesto non c’entra nulla. Una cosa è parlare di soddisfazione dell’acquisto, altro è parlare di gesti da fanatico.
    Quindi, per me l’articolo di Aldo Grasso è pienamente condivisibile e punta l’indice su una delle cose sgradevoli di Apple (e di quella minoranza di acquirenti che poi sono l’oggetto dell’articolo).

  • Sandro

    Sarà per una questione Anagrafica..ma la visione di quelle felici ed estasiate”mandrie” di ventenni in coda per ore mi Infastidisce non poco. Mi Piaceva essere fruitore della tecnologia Apple prima di questa Massificazione Modaiola dovuta all’esplosione dei vari IPhone IPad Ipod , quando la ancora limitata clientela dei prodotti della mela aveva L’Illusione di …..

  • cirl

    non son riuscito a leggerlo tutto, un giornalista dovrebbe avere la dote della sintesi e della semplicità di linguaggio.
    se è stato necessario replicare all’articolo di grasso con un trattato vuol dire che qualche problema esiste davvero, e bisogna essere ciechi per non vederlo

    • http://www.slidetomac.com Stefano Scavitto

      Ciao Cirl, io credo che un giornalista dovrebbe essere giudicato da un giornalista.
      Voglio dire che il mio articolo ha preso spunto dalle riflessioni di un collega e ho espresso delle mie idee. Ho ampliato con dei cenni storici per l’Italia e la Apple in generale. Ho inserito una riflessione sull’innovazione che hanno portato i blog. Alla ffine ho presentato ai più che non è vero che le folle di saltellanti sono apparse adesso, ma le ha sempre volute anche Jobs all’interno dell’azienda.

      Consiglio a tutti la visione di un film: i pirati della Silicon Valley.

      • cirl

        in realtà è qui il tuo errore, un giornalista viene non giudicato (parola troppo pesante) ma criticato solo dai suoi lettori, non lo dico io ma lo affermava il grande montanelli.
        Egli aggiungeva poi che è sempre colpa del giornalista quando non riesca a far recepire il messaggio ai suoi lettori in modo semplice e con un numero di battute entro la norma.

        Non credo che lo scritto sia censurabile in toto, ma che sia troppo approfondito e prolisso, il concetto generale era facilmente riassumibile, ciò non toglie poi linkare ad un articolo entro i canoni un link ad un ulteriore approfondimento per chi interessato.
        saluti

        • Kaiser

          Citiamo Montanelli ma sbagliamo i verbi… Ah, Google, croce e delizia della nostra Cultura…

        • http://www.slidetomac.com Stefano Scavitto

          Ciao Cirl, io sinceramente non mi paragonerei neanche per scherzo ad un mito come Montanelli. Sia per il tipo di “giornalismo” palesemente diverso, sia per il livello e le capacità espressive.

          Sono d’accordissimo con te che “il giornalista” deve essere criticato solo dai suoi lettori e mai come oggi, con i blog come mezzo di informazione, questa realtà è tangibile. Con i vostri commenti si può realmente misurare il livello di gradimento di ogni articolo. Credo per la realtà di un blog tu abbia ragione, si può essere più stringati e limitare il messaggio.

          Ma credo anche che l’errore si possa racchiudere nella de-contestualizzazione del mio articolo.
          Su un quotidiano o forse su una rivista specializzata sarebbe stato più “coerente”?

          Possiamo chiaramente rimanere di opinioni differenti ma… Partendo dal fatto che io ho preso spunto da un bell’articolo ed ho voluto approfondirne alcuni aspetti, sarebbe stato banale limitare a citare, copiare e incollare le frasi senza farne un analisi seria e decisa. Credo che in un certo senso avrei mancato di rispetto anche verso Aldo.

          Nell’articolo non ho parlato solo del contrasto tra eleganza e “isteria”, ma ho evidenziato che vi è sempre stato e “magicamente” legava queste due realtà. Non ho parlato solo di folla nelle inaugurazioni, ma ho fatto una breve ricerca storica citando cosa avvenne per volontà stessa di Apple e cosa generò questa “isteria”.

          Inoltre ti chiedo di perdonarmi se insisto nel sottolineare che un approfondimento è un approfondimento, non è il sunto di una news o la recensione di un app.
          Noi di SlideToMac abbiamo un utenza davvero variegata e desideriamo accontentare tutti. Se leggerai gli articoli di approfondimento difficilmente troverai articoli di 500 parole. Noi ci teniamo ad avere un ottima qualità, anche a costo di sembrare “prolissi” ma vogliamo accontentare tutta la nostra utenza.

          Spero di non averti stancato e in ogni caso di rileggerti nei prossimi commenti ai miei articoli.

  • Pingback: Folla, cori e isteria alle inaugurazioni degli Apple Store: esagerazione? | mobilemakers

  • Pingback: Folla, cori e isteria alle inaugurazioni degli Apple Store: esagerazione? | mobilemakers

  • Zoro_Net

    Queste folle belluine sono anche in alcuni case create ad hoc, è puro marketing. E’ triste vederle, dato che Apple non ha in realtà alcun bisogno di tutto questo bailamme da fiera. Anzi a dir la verità mi infastidiscono e concettualmente mi allontanano dal frequentare un apple store.

  • Metalcorra23

    Molti miei amici mi hanno detto “ma tu sei fuori di testa, fare ore di fila per entrare in un negozio!!” e io sinceramente ho risposto con un’altra domanda: “e voi che fate ore di fila agli stadi? Non siete altrettanto “drogati” dalle vostre amate squadre di calcio che idolatrate? Sono aziende proprio come la Apple!”
    Ognuno ha la propria passione, la propria “fede” e i propri interessi, anche se appaiono stupidi agli occhi degli altri!

    • Andrea

      Commento sicuramente di buon senso, ma non arriva a spiegare perché ci si riunisca ad un evento che si esaurisce per lo più nella fila stessa; questo, invede, non vale per le partite di calcio, che poi si possono goder dalle gradinate in modo sivuramente più partecipato rispetto alla tv (io non amo neppure il calcio, ma capisco chi si appassiona). Mentre questo non può dirsi per un evento come l’apertura di un negozio Apple, dove una volta entrati non si può neppure capire bene cosa stanno vendendo, tanta è la gente pigiata dentro le 4 mura.

      Io, che abito a Bologna, ho preferito aspettare qualche settimana prima di visitarlo fino a quando ho tfato un numero fisiologico di avventori, tanto per godermi la reale esperienza di un negozio in stile Apple (cortesia e assistenza personalizzata).