Chip T2, MacBook Pro 2018 e iMac Pro non possono essere riparati da terze parti

05 ottobre 2018 di Giuseppe Migliorino
FEATURED

Il nuovo chip T2 presente sui Mac Book Pro 2018 e sugli iMac Pro impedisce le riparazioni di terze parti, visto che Apple ha integrato una serie di blocchi software che rendono inutilizzabili queste macchine se prima non viene eseguito un tool di diagnostica realizzato da Apple.

In barba al “diritto alla riparazione” di cui si parla tanto negli Stati Uniti, Apple ha deciso di rendere la vita difficile, se non impossibile, a chi effettua riparazioni non autorizzate.

Come confermato da Motherboard, Apple ha recentemente condiviso un documento interno che fa luce su questa situazione. In pratica, qualsiasi Mac con il chip di sicurezza T2 (al momento, MacBook Pro 2018 e iMac Pro) non può essere riparato da terze parti, ma soltanto da Apple o da centri autorizzati.

Nel chip T2 sono stati infatti installati dei blocchi software che rendono inutilizzabili i Mac, fino a quando non viene lanciato un software proprietario di configurazione che i tecnici Apple eseguono dopo la riparazione.

Al momento, il chip T2 è limitato a due soli modelli, ma è lecito aspettarsi che anche i futuri Mac integreranno una soluzione identica.

Nel documento interno, Apple afferma che i processi di riparazione dell’hardware non sono completi finché il software di configurazione del sistema AST 2 dell’azienda non viene eseguito sulla macchina in questione. Se il software non viene eseguito, il Mac rimarrà in uno “stato non operativo“. In questo modo, Apple vuole evitare le riparazioni dei Mac da parte di centri non autorizzati.

Inoltre, Motherboard spiega che la suite di software System Configuration di Apple include Mac Resource Inspector, uno strumento che fornisce un “rapido controllo dello stato di hardware e software“. Altri strumenti della suite controllano aspetti come il sistema di raffreddamento, il display e la memoria, garantendo che tutto è in uno stato operativo e funzionante dopo una riparazione.

Apple afferma che questa nuova linea guida si applica ai MacBook Pro 2018 per l’assemblaggio del display, la sostituzione della scheda logica, il top case e il Touch ID. Per iMac Pro, è necessario utilizzare il software di configurazione del sistema se vengono sostituiti la scheda logica o la memoria flash.

Il software di configurazione del sistema in questione è disponibile solo presso le strutture di assistenza autorizzate da Apple, il che significa che i giorni dei centri di riparazione indipendenti sono finiti, almeno per quanto riguarda questi due modelli e, molto probabilmente, tutti i futuri Mac.

Tra l’altro, il software si connette al Global Service Exchange di Apple, che richiede l’accesso ad un account che viene fornito esclusivamente da Apple.

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