Apple racconta il mondo “segreto” del Mac mini

31 Ottobre 2018 di Giuseppe Migliorino

Chi lo ha detto che il Mac mini è un computer domestico adatto solo alla famiglia? Per smentire questa tesi, Apple ha pubblicato un interessante articolo che mostra gli utilizzi professionali che il precedente Mac mini ha avuto nel corso degli anni. E il nuovo modello ha un potenziale ancora maggiore.

Lanciato nel 2005 come il computer Apple più piccolo ed economico, il Mac mini è diventato il dispositivo più utilizzato dagli sviluppatori di tutto il mondo per ogni fase del processo di creazione di un’app, dai tinkering ai test, fino alle simulazioni in scala.

Ad esempio, Candy Crush, Shopify, Day One sono solo alcuni dei giochi e delle app nate su Mac mini. C’è chi lo definisce il “coltellino svizzero” dei computer.

Ecco alcuni dettagli:

Ad esempio, nella sede MacStadium di Las Vegas migliaia di Mac mini alimentano le app in tutto il mondo.

Inoltre, pochi sanno che dietro ad alcune delle esperienze musicali e artistiche più belle c’è proprio Mac mini. I concerti oceanici e i palchi di Broadway nascondono un mondo intero, e dietro le quinte si può scorgere un Mac mini dare il massimo perché la musica e la magia siano garantiti. Ad esempio, un Mac mini fa funzionare il software che i tecnici utilizzano per monitorare gli strumenti della band.

Nella cabina audio al centro dell’anfiteatro, il fonico James “Pugsley” McDermott preme un bottone e fa letteralmente accendere l’impianto. I suoi occhi sono puntati su uno schermo dove un software visualizza tutte le uscite degli altoparlanti. Dopo il primo test, per capire se il suono è a posto, McDermott spara a tutto volume alcune delle sue canzoni preferite, le stesse da oltre 13 anni, cioè da quando lavora con Bentley. Tutto è gestito da un Mac mini.

Per me Mac mini è uno strumento fondamentale, parte tutto da qui,” dichiara McDermott. “Lo uso per generare ogni volta lo stesso file audio ad alta definizione, e mi permette di vedere una rappresentazione grafica di ciò che succede [dal punto di vista del suono] nel luogo del concerto, così l’impianto è sempre regolato alla perfezione.”

Prima di un altro show, Enrico de Trizio controlla il suo impianto audio nella buca d’orchestra. Mancano alcune ore alla prima dello spettacolo di Broadway Finding Neverland, in tappa a Grand Rapids, Michigan, e l’orchestra si prepara per il sound check. Insieme ai musicisti e al direttore d’orchestra, c’è anche qualcuno con uno strumento un po’ diverso dal solito: un Mac mini.

Enrico de Trizio appartiene a una nuova generazione di sound designer elettronici che ha rivoluzionato il suono di Broadway. Insieme al collega Jeff Marder hanno lavorato a numerosi spettacoli fra cui Finding Neverland, e sono un po’ direttori d’orchestra, un po’ ingegneri e un po’ programmatori. Usano Mac mini e un software apposito per supplire a quelle parti di spettacolo che non possono essere cantate o suonate dal vivo.

De Trizio ha scelto Mac mini perché è l’unico che soddisfa tutte le sue esigenze. “È piccolo, potentissimo e ci puoi collegare tutto senza bisogno di hub o adattatori perché ha tantissime porte,” spiega. “È un mix di versatilità e potenza, e lo standard è quello Apple.”


Lo spettacolo Finding Neverland viaggia sempre con due Mac mini al seguito. De Trizio e il direttore d’orchestra di Finding Neverland provano gli strumenti durante il sound check. De Trizio verifica che il Mac mini sia collegato correttamente prima dello spettacolo.

Durante lo show Mac mini sostituisce vari personaggi, Peter Pan incluso.

Insomma, non chiamatelo “mini”…

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